"
Quando, discutendo di politica ed elezioni, dico agli interlocutori che non andrò a votare ed è già un po’ che faccio così, mi sento rispondere “Chi non vota non ha poi diritto di lamentarsi”.
Serve a poco spiegare che la mia è una scelta libera in quanto non mi riconosco in questo sistema elettorale, in questa “democrazia occidentale” che in realtà è soltanto un sistema di controllo delle masse, formato da partito/movimenti decisi a tavolino da pochi oligarchi, con differenze di posizione che se vogliamo proprio andare a vedere sono del tutto sfumate. Aggiungiamoci poi una legge elettorale che trasforma le elezioni in una ratifica delle decisioni prese, nella migliore delle ipotesi, nelle segreterie di partito (se non in circoli ben diversi, decidete voi quali fra consigli di amministrazione, logge massoniche, Bilderberg, World Economic Forum, G8 o quel che vi pare). E in molti finiscono per ammettere di votare il meno peggio…
Votare in questo sistema significa di fatto AVALLARLO ed ADEGUARSI.
Se vogliamo come chi, contrario alla violenza e alle armi, si presta invece ad andare in guerra e a magari anche a partecipare a massacri.
Mi vengono in mente i soldati tedeschi della seconda guerra mondiale, le SS che si sono prestate ai massacri degli Einsatzgruppen, le Brigate Nere che hanno compiuto eccidi. Loro sono sono sempre autoassolti: abbiamo obbedito ad un ordine. Quindi di fronte ad un ordine hanno letteralmente svenduto la loro dignità di esseri umani e si sono lasciati trasformare in manovalanza per un massacro. Gioco che si ripete puntuale ad ogni guerra, finchè chi le dichiara troverà carne da cannone disposta a prestarsi al gioco.
Certo il paragone è forse un po’ forte: ma alla fine chi vota per un sistema come l’attuale compie la stessa scelta di svendersi per un voto, diventando solo un ingranaggio del sistema. Chi si adegua accetta di ridursi ad essere “carne da voto”.
Dopo potrà lamentarsi perchè ha votato: tanto del suo lamento nessuno se ne prenderà carico e cadrà nel vuoto. E sai come se la rideranno quelli che hanno preso il suo voto e ne hanno fatto solo uno strumento dei loro affari…
Io voglio una società diversa (quella che NESSUN partito propone): voglio una società non più verticale dove pochi decidono per molto, ma una società orizzontale, fatta di relazioni tra uomini e donne con gli stessi diritti, senza dover ricorrere alla gerarchia e alla delega/svendita. Una società dove il confronto è ricchezza, dove ognuno prende in mano le proprie responsabilità e dà il suo contributo SPORCANDOSI LE MANI E METTENDOSI IN GIOCO, non limitandosi ad infilare una scheda in un’urna. Una società nella quale la mia libertà finisce dove comincia quella di un altro. Chiamala anarchica, chiamala come vuoi. Io la chiamo una società più giusta.
Per questo alla messinscena elettorale NON CI STO.
"